L’ultimo post – ovvero i doverosi ringraziamenti e un messaggio

Sono sul bus che mi riporta a Santiago.
Voglio usare queste ore di viaggio, per una volta non usando i miei piedi, per ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questa incredibile avventura.

Devo cominciare dal Gruppo MOVI e in particolar modo da Laura, che hanno da subito creduto nel progetto e sponsorizzato l’intera avventura e senza i quali tutto questo non sarebbe accaduto. Mi hanno fornito non solo tutta l’attrezzatura da trekking ma anche il micro di scorta e i sensori di glicemia necessari.

Devo poi ringraziare ANIMAS che con il loro Vibe mi hanno permesso di utilizzare uno strumento di gestione del diabete all’avanguardia e hanno consentito.

La presenza del sensore Dexcom G4, affidabilissimo durante il durissimo mese di cammimo, ha consentito anche di raccogliere, per la prima volta in campo scientifico, i dati glicemici in continuo di un diabetico di tipo 1 durante un’attività aerobica intensa e prolungata.

Questo mi porta a ringraziare il team scientifico che farà buon uso dei dati raccolti, incluso il diario alimentare ed il blog, e li analizzerà per capire cosa accada a noi diabetici che vogliamo spingerci in avventure molto impegnative come queste.
In particolare devo ringraziare il Professor Livio Luzi e la Dottoressa Francesca Casiraghi che ha persino camminato con me 40km in condizioni di tempo orribili durante l’allenamento. Inoltre un grazie speciale alla Dottoressa Ciucci, mia diabetologa che mi ha seguito e consigliato da remoto. Ho eliminato le ipo serali grazie ai suoi consigli!

Lifescan mi ha gentilmente fornito un glucometro di scorta del mio fido One Touch Verio Pro e le relative strisce reattive.

Compeed mi ha fornito i tanto amati oggetti del desiderio (gli stranieri erano esaltati quando gli mostravo i miei Compeed e quando li hanno provati non potevano crederci!) che mi hanno salvato i piedi in molte occasioni.

Oxeego, azienda specializzata in calze e prodotti specifici per il piede diabetico, per le calze tecniche e i calzini monouso per il recupero dei miei dolorantissimi piedi! Un toccasana.

Ma un ringraziamento sentito e meritato va a Federico, amico e allenatore, senza il cui continuo aiuto e supporto non avrei mai avuto la preparazione fisica e mentale per completare il Cammino in così poco tempo e, dopotutto, senza neanche troppi problemi.

E dulcis in fundo il più grande ringraziamento va alla mia famiglia e in particolare a mia moglie Elisa che mi ha supportato e sopportato, e alla fine persino accompagnato lungo tutto il Cammino.

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E last but not least l’associazione ANDIAMO, di cui faccio molto orgogliosamente parte, e tutti coloro che mi hanno seguito online, per avermi spronato, supportato e incitato sempre È un piacere ed un onore avere amici così.

Un’ultima parola per tutti i diabetici che si sentono limitati dalla propria malattia. Non siatelo. Con la dovuta preparazione e supporto medico tutto, ma proprio tutto, è possibile.
Inseguite i vostri sogni!

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E ANDIAMOOOO!!!!!!!!!

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Da Finisterre a Muxia (con sorpresa)

Altra sveglia all’alba.
Siamo stanchissimi anche perché prima delle 20:30 qui non si mangia.

La nebbia avvolge tutto.
Il cammino è tutto tra boschi di eucalipto e paesini che in realtà sono 4 o 5 case di campagna o fattorie (non se ne può più…).
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15km nel nulla e senza neanche un cafè con leche!!!

Arriviamo finalmente a Lires, primo e unico paese degno di questo nome tra Finisterre e Muxia, e ci godiamo la colazione.

Il sentiero continua in un interminabile saliscendi nella nebbia. Siamo persino lontani dell’oceano quindi la vista lascia a desiderare.
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Siamo molto stanchi entrambi oggi.
Non vediamo l’ora di arrivare a Muxia.

Ed eccoci di nuovo all’oceano!
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Non fosse per il rumore delle onde sarebbe difficile persino trovarlo…

Alla fine raggiungiamo Muxia…
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…e anche la fine del Cammino e di questa avventura.
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Le care vecchie scarpe e molta altra roba ormai inservibile finiscono in pattumiera…
Una volta si bruciavano i vestiti a Finisterre ma sarebbe da delinquenti con tutta questa roba sintetica.

Ritiro la Muxiana.

E così tutto finisce….

O quasi!

Devo cambiare il set dell’insulina e scopro che l’ultima insulina rimasta è opaca!!!! Brutta, brutta cosa…

Sono un po’ preoccupato. Non ne ho abbastanza per aspettare domani ma sono già le tre. Nella peggiore delle ipotesi dovrò prendere un taxi per Cee e andare all’ospedale.

Credo di aver visto una farmacia. Torno sui miei passi e la trovo.
Fortunatamente hanno l’insulina che mi serve!
Almeno ora sono tranquillo…
Pranzo di pesce e riposo.
Oggi 32km. Gli ultimi…

Tutto ha una fine.
Tutto passa.
Un mese e quasi 1000km sono passati sotto i miei piedi.

È stata una grandissima avventura.
E sto già meditando sulla prossima…

A domani l’ultimo post.
Ed i doverosi ringraziamenti.

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Da Olveiroa a Finisterre

Un’altra notte agitata da una festa nel pueblo che continua fino alle 5 di mattina, ora alla quale ci alziamo. Meglio viaggiare al buio che nella canicola.

Però è buio pesto. Usiamo il cellulare per farci luce perché ho lasciato la lampada frontale e altra roba a Santiago per viaggiare più leggero. Così ora ho riempito lo zaino con la roba di Elisa…

Passiamo su di un sentiero che gira attorno all’alto pieno di pale eoliche. Nel silenzio totale (gli uccelli ancora dormono) si sente il woshhhh, wooooshhhh delle pale che girano nella nebbia.
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Sta per sorgere il sole.
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E siamo già più felici, almeno io!
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Elisa è un po’ cotta dalla levataccia e dai giorni precedenti…

Arrivati a O Logoso facciamo colazione. Si procede su di un sentiero che passa attraverso boschi e campi per 15km senza anima viva o segni di civiltà. Farlo in pieno sole sarebbe molto difficoltoso.
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Troviamo l’ennesima croce antichissima che segnalava il cammino.
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Troviamo un omino che, come altri in passato, offre caffè, succo, acqua e frutta in cambio di una donazione.
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La strada sembra non finire mai quando finalmente comincia a scendere e vediamo per la prima volta l’oceano e Finisterre!
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La discesa spezza le gambe ma arriviamo a Cee.
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Arriviamo a Corcubión.
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Rimaniamo stupiti da quanto il mare sia bello! Colori stupendi e invitanti al bagno.

Seguiamo una freccia sibillina…
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…che si dimostra essere giusta. Ci manda lungo una stradina tanto stretta che passa lo zaino a malapena ed è circondata di ortiche!
Proseguiamo con attenzione e valichiamo la collina che separa Corcubión da Finisterre.

Sale una nebbia dal mare che ci protegge dal sole e rende tutto irreale e fantastico.
Ci fermiamo in una cala meravigliosa… Praia de Estorde.
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Il bagno è d’obbligo!
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L’acqua è fredda ma neanche tanto.
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Ripartiamo verso Finisterre lungo un sentiero nel solito bosco di eucalipti.

Il Camino finisce nella spiaggia di Langosteira, lunghissima e uguale ad una spiagga sarda come quella di Stintino! Sabbia bianchissima e morbida come borotalco, dune con fiori e piante da climi caldissimi e mare dai colori tropicali con pesci e conchiglie enormi.
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Per l’occasione ho scelto un hotel davanti alla spiaggia.
Bagno, dormita in spiaggia e poi gita al faro di Finisterre.
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Lungo la strada tappa d’obbligo a ritirare la Finisterriana!
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Cenetta romantica in riva all’oceano a base di pesce pescato la mattina.
Il mio polpo alla Galliega era strepitoso…
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Oggi 35km. Elisa è di nuovo distrutta poverina.

Domani è l’ultimissima tappa di questa avventura.

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Da Negreira a Olveiroa

Notte caldissima e afosa senza vento. Dormito malissimo.

Partenza presto perché oggi la tappa è lunga. 36km più tre per arrivare dalla casa rural all’attacco del cammino. Quasi 40km per la povera Eli quindi vorrei farla camminare il più possibile al fresco…

La tappa è inizialmente monotona. Prima boschi di eucalipto,  poi campi, mucche, fattorie. Speriamo in meglio dopo.

Un piccolo incitamento non fa mai male….

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In realtà rimane assolutamente noiosa e monotona. Almeno c’è un po’ di ombra.

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Si incontrano ben pochi pellegrini e sempre gli stessi.

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Le lunghe tappe senza nulla in mezzo obbligano a ritrovarsi negli stessi posti.

Ovunque in Galizia si trovano queste che sembrano casette o chiesette. In realtà si chiamano hórreos.

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Sono antiche strutture usate per conservare formaggio, granaglie e altri cibi, e anche attrezzi da lavoro talvolta.
Sono costruite rialzate da terra per isolarle da umidità e animali vari. Soprattutto i topi. Ed è per questo che sono appoggiati su pietre piatte sotto e curve sopra per non far arrampicare i topi. Inoltre sono arieggiati lasciando interstizi tra le assi o sassi, o usando mattoni forati. Nei giorni scorsi ho visto anziane signore riporre il formaggio nel proprio hórreo.

A Santa Mariña ci fermiamo per mangiare e riposare. È mezzogiorno esatto.

Ahy señor, mucho calor…

Ripartiamo e costeggiamo un grosso lago (l’Embalse de Ferrenza). Sembra fuori posto tanto che mi chiedo se sia artificiale.

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Spero si veda in lontananza nelle foto.

Il caldo ammazza e ora abbiamo già quasi 30km nelle gambe.

Elisa comincia a risentirne parecchio. Per lei è contemporaneamente la camminata più lunga e la più calda mai fatta, con zaino (troppo pesante ma non ci vuole sentire…) in spalla e a valle di un’altra giornata caldissima da 30km.

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Ma non c’è alternativa. Altri 10km da fare.

Un po’ mento sulle distanze, un po’ ci fermiamo a riposare nelle (ora) poche zone d’ombra.

Finalmente arriviamo a Ponte Olveira dove troviamo il primo bar in 8km. Elisa è stravolta.

Decido di prendermi parte del suo peso. Deve viaggiare piu leggera (ah! L’amour…)

Rinfrescati e riposati camminiamo gli ultimi km e arriviamo ad una carinissima pensione a Olveiroa.

Elisa crolla addormentata dopo la doccia. Poveretta!!
Non so se svegliarla per cena… credo sia meglio di sì. Diventa intrattabile se non mangia…

Almeno qui sembra essere ventilato e più fresco. Speriamo si riposi.

Domani tappa leggermente più breve da 33km con arrivo a Finisterre! 

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Da Santiago a Negreira

Di nuovo in marcia.
Destinazione Finisterre e Muxia, e questa volta con Elisa, mia moglie.

Partenza tardi, verso le 8:30 visto che come al solito le compagnie low cost viaggiano in ritardo e alla fine siamo arrivati all’hotel quasi a mezzanotte.

Ci dirigiamo verso la cattedrale perché da li parte il cammino verso Finisterre.

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Un bosco di eucalipti ci protegge dal sole già forte.

Il sentiero è abbastanza monotono e si passa tra i soliti paesini di campagna. Pensavo di trovare meno pellegrini ma in realtà ce n’è qualcuno in giro.

Siamo già lontani da Santiago e si vedono le torri della chiesa in controluce.

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Viaggiamo veloci. Sembra che Elisa si sia allenata bene e tiene duro.

Arriviamo a Ponte Maceira, un’angolino splendido lungo il Cammino.

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Non possiamo resistere alla tentazione di un bagno freschissimo!!

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C’è un antichissimo mulino ad acqua ormai in disuso.

Rinfrescati e riposati ripartiamo per gli ultimi km, che come al solito sono durissimi per via del caldo torrido. Fortuna che sembra essere leggermente meno caldo dei giorni scorsi.

Arriviamo a Negreira che non promette nulla di buono. Fortuna che avevo visto online un albergue in una casa rural a Logrosa, appena fuori Negreira.

La casa è molto carina e Elisa si sistema subito comoda…

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Oggi 30km. Non male per la sua prima volta!

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Una giornata a Santiago de Compostela

Pensavo di dormire tutta mattina ma invece le vecchie abitudini sono dure a morire. Alle 6:30 già mi rigiro nel letto. Tanto vale alzarsi.

Prima le cose importanti. Prenotare spa e massaggio. Me li merito…

Poi barbiere. Necessario…

Per il resto cazzeggio e giro la città.

Il centro è molto bello.
Un dedalo di viuzze che ovviamente sono piene di negozi di souvenir del camino per quelli che gli hospitaleri locali chiamano touregrinos!

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Fantastica parola che racchiude quell’atteggiamento di chi si fa i 100km in tutta leggerezza e vestito come se fosse al mare. La fatica ed i piaceri del cammino non sanno neanche cosa siano.

La piazza della chiesa è splendida.

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Anche la chiesa è decisamente spettacolare ma un po’ troppo rimaneggiata e pasticciata per i miei gusti. Dopo 800km di chiese romaniche una più bella dell’altra è un pugno in un occhio.

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Pranzo e poi sonnellino stragoduto.

Sveglia per le 3:30 dalla reception che mi ricorda l’appuntamento per spa e massaggio.

La goduria è massima.

C’è solo il tempo per una birra con Nigel e qualcosa di leggero da mangiare. Senza essermi sparato 40km non ho neanche fame.

Anche se tra il fatto che l’albergo è a 2km dal centro (strategico per il bus per l’aeroporto ma per il resto…) e che ci torno un paio di volte per vari motivi, e con i giretti che mi faccio alla fine il mio gps mi dice mi sono fatto una ventina di km comunque…

Ma in relax e senza zaino!

Vado a prendere Elisa e poi nanna.

Domani l’avventura ricomincia!

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Da Boente a Santiago de Compostela

07/07/2013
Il caldo stanotte è stato insopportabile e la stanza dall’albergue è un loculo con una sola finestra. Fortuna il mio letto è proprio davanti. Mi sono svegliato in continuazione. Alle 5 decido di partire.
Oggi si prevedono ancora temperature da paura anche oltre i 40 gradi.
Meglio viaggiare col fresco.

Mi butto sul Cammino e parto veloce.
È ancora buio pesto e non c’è la luna ma mi abituo abbastanza. Ogni tanto accendo il cellulare per accertarmi di seguire la traccia giusta.

Il sole sorge quando raggiungo Ribadisio.

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È un paesino in riva al fiume.
Sarebbe stato meglio arrivare qui ieri e godermi il fresco!

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È presto e nessuno ancora è in marcia.

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Qui la nebbia non è così densa come negli ultimi giorni quindi mi aspetto che ben presto faccia caldissimo.

Colazione ad Arzua con torta fatta in casa… così sì che mi piace il Camino! 

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Sono le 9 e ho già percorso circa 20 dei 30km che mi ero prefissato. Alle 11:30 massimo dovrei arrivare a O Pedrouzo e aspettare domani per entrare in Santiago coprendo gli ultimi 20km.

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Però mancano solo 30km a Santiago…
Cosa faccio tutto il giorno…?
E poi mi sento bene….
Vabbè, come spesso mi capita decido al volo di cambiare piani.
Tiro dritto. Per le due del pomeriggio posso essere a Santiago e domani riposarmi tutto il giorno in attesa di Elisa (mia moglie) che mi raggiungerà in serata.

E allora via che si accelera.
L’idea che arriverò tra poche ore mi riempe di energie.

Lungo la strada incontro due ragazzi del Tennessee. John, di origini irlandesi, e Cynthia, che invece deve avere origini tedesche. Come altre colte è accaduto troviamo subito una sintonia immediata e decidiamo di proseguire assieme senza che nessuno dei tre lo dica apertamente.

È un codice non scritto del Cammino. Capita molte volte di incontrare qualcuno. Ola, Buen Camino e via. Spesso ci si lascia così. Ma talvolta basta un gesto o un modo di rispondere per far scattare quella sintonia immediata. Allora si condivide qualche minuto, o ora, o giorno. Altrimenti ognuno per la propria strada.

Ci fermiamo a riposare e mangiarr qualcosa.
Per fortuna perché scopro che la cannula si è staccata per via dello zaino che la spingeva.
Fortuna che ormai devo ridurre del 90% la mia usuale basale e che stavo spingendo forte quindi non ho avuto problemi di glicemia.
Cambio cannula al volo complicato da pelle sudata e via.

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Questo tratto di Cammino è abbastanza carino e quasi sempre immerso in boschi di eucalipti. Con questo caldo il
profumo è intenso e piacevole.

Però è anche noioso e quindi godo della compagnia dei miei due nuovi amici.

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Arriviamo alle porte di Santiago. Manca veramente poco.

Pensiamo che ormai è fatta. Alla fine siamo arrivati… l’eccitazione è palpabile.
Peccato che manchino ancora 10km e ormai la temperatura è altissima!
E in questo tratto non ci sono né bar nè fontane… È assurdo….

Teniamo duro ma finiamo l’acqua. Praticamente beviamo in continuazione e ci disidratiamo immediatamente. E il sentiero è a tratti i salita con alcuni strappi molto impegnativi.

Un bar finalmente! Ho bevuto 2 litri d’acqua nell’ultima ora!

Pieno d’acqua e via. Macchè. Un’ora dopo di nuovo finita.

Troviamo l’ultimo bar prima di raggiungere il Monte de Gozo.
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Ci reidratiamo e riposiamo per bene.
Siamo completamente fradici.
Ma ormai ci siamo e vogliamo continuare subito.

Passiamo dal Monte de Gozo.
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Qui c’è un agghiacciante albergue da 400 (!!!) posti che in agosto aumentano anche a 600 (!!!!!!). Mi vengono i brividi anche se ci saranno 45 gradi…

Appena superato si intravede Santiago!
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Da qui la strada è tutta in discesa.
Con calma entriamo in Santiago ma appena alle porte mi accorgo che la cannula si è di nuovo staccata. Evidentemente la pelle era ancora molto sudata quando l’ho sostituita.
E non so da quanto sono a secco di insulina!

Fortuna John ha delle salviettine con alcool che mi permettono di pulirmi bene e fare il cambio.

Arrivati finalmente!
Oggi 50km ma non li sento nelle gambe.

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E chi ti trovo qui?
Nigel! L’irlandese che corre.
Ritiriamo la Compostela. Mi fanno storie perché dubitato abbia fatto veramente il cammino a piedi in così poco tempo e perché non ho due timbri al giorno negli ultimi 100km sulla credencial!!!!
Si consultano e mi fanno un po’ di domande e poi si convincono.
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Doverosi i festeggiamenti!
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Checkin in un hotel (il primo in tre settimane!) doccia e cena tutti assieme a raccontarci storie del cammino di persone di luoghi di sensazioni di emozioni. Bellissimo.

Questa parte del Camino è finita.
Anche le storie più belle finiscono.

Domani riposo.

Ma poi via verso Finisterre e Muxia con Elisa.

Sarà una nuova avventura da vivere in due. Dopo tre settimane di solitudine non vedo l’ora.

Buen Camino…

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